Descrizione generale del Progetto

Sintesi del progetto

Introduzione: Secondo il Centre for Strategy & Evaluation Services LLP (2010), ogni anno vengono immessi nei suoli europei quasi 18 milioni di tonnellate di fertilizzanti minerali.[1] Le implicazioni ambientali e sociali per persone, suoli, fiumi e acque sotterranee sono enormi. L’Unione europea, pertanto, ha introdotto normative e standard in materia di fertilizzanti inorganici (regolamento CE 2003/2003) al fine di regolamentare e armonizzare il mercato. Ulteriore obiettivo è quello di ridurre gli effetti negativi dell’azoto, del fosforo e del cloruro di potassio utilizzati nella maggior parte dei fertilizzanti inorganici/sintetici “convenzionali” (nitrati che filtrano nelle acque sotterranee, eutrofizzazione di fiumi e mari, durante l’uso, emissioni di ossidi di azoto (N2O) con un maggiore potenziale di riscaldamento globale. Di conseguenza, sul mercato sono comparse alternative più verdi, principalmente prodotte da piccole aziende il cui ambito commerciale è limitato al livello locale. Ciò nonostante, esse non sono ancora riuscite a penetrare il mercato per ridurre significativamente gli effetti negativi dei fertilizzanti tradizionali.

Stato dell’arte, innovazione, soluzione proposta: Una delle suddette alternative è stata messa a punto dalla up-Umweltpioner GmbH (upgmbh), una PMI austriaca. I fertilizzanti prodotti da upgmbh non sono soltanto naturali al 100%, ma – diversamente da altre “alternative verdi” – non contengono componenti animali. Sono il giusto mix di componenti organici a base di erbe, che rilasciano nutrienti per le piante più a lungo, consentendo di diminuire il dosaggio nel corso degli anni di utilizzazione. Tali meccanismi migliorano altresì la consistenza del suolo e contribuiscono alla formazione di humus, entrambi essenziali per ridurre l’erosione e fissare il carbonio. L’approccio è totalmente diverso da quello dei fertilizzanti artificiali che nutrono le piante in maniera diretta e immediata. Tuttavia, tutte le parti che la pianta non assorbe immediatamente vanno perdute e finiscono per filtrare nelle acque di falda. Inoltre, come conseguenza, soltanto quantità crescenti di fertilizzante sono in grado di garantire risultati nel corso degli anni. I fertilizzanti upgmbh sono stati addirittura classificati come alimenti, il che denota l’assenza di rischi associati per la salute (i quali sono sempre presenti quando vi sono componenti animali, per es. la ESB). Finora, essi sono stati testati e prodotti su scala pilota presso il sito di una cava d’argilla austriaca da cui proviene una delle materie prime.

Obiettivi specifici: Nell’ambito di questo progetto, intendiamo diffondere i principali effetti innovativi dei nostri fertilizzanti in tutto il mercato UE. Qualità di livello alimentare e replica, invece di trasportare i prodotti. Apriremo la strada al successo del mercato verde prendendo iniziative in ambito legale, commerciale, organizzativo e dell’innovazione per poter replicare la nostra produzione sul mercato UE. In futuro potremo basarci su centri di produzione locali in quanto è insensato trasportare colli pesanti di fertilizzanti da un lato all’altro dell’Europa. Inoltre, è necessario condurre la produzione pilota austriaca verso dimensioni industriali. Allo scopo di sviluppare l’impianto produttivo sarà utilizzato un approccio LCA (improntato all’analisi del ciclo di vita) graduale e integrato.

Programma di lavoro e principali output: Il progetto ha inizio con test dei prodotti sul campo insieme a organizzazioni austriache che operano nel settore del giardinaggio allo scopo di garantire lo sviluppo di partenariati, nonché ottenere primi accordi di partenariato strategici. La produzione pilota in Austria (33 t, WP2) avrà uno sviluppo continuo per poter raggiungere gli obiettivi di vendita del progetto, cui seguiranno ulteriori step. In base a esperienze precedenti nonché all’esperienza acquisita con la nuova linea di produzione ecocompatibile in Austria, sarà messo a punto un sistema di replica del mercato (WP3) che includa tutte le fasi, dall’individuazione dei siti ottimali per la produzione alla pianificazione del marketing e della distribuzione.  Sarà elaborato un piano commerciale e di sfruttamento (WP4) al fine di superare gli ostacoli di mercato individuati (prezzo più elevato, mancata consapevolezza dei rischi associati ai fertilizzanti, utilizzo errato di fertilizzanti, aspra concorrenza da parte dell’industria convenzionale dei fertilizzanti), tra gli altri metodi attraverso un approccio di mercato molto mirato, rivolto alle principali tipologie di clienti individuate ad oggi (settore del turismo, giardinaggio privato e aree verdi pubbliche). Le attività di divulgazione (WP5) saranno concepite in modo da sostenere la strategia commerciale.

 

Il nostro fertilizzante mostra prestazioni ambientali di gran lunga migliori rispetto alla media dei fertilizzanti sintetici/inorganici. Riguardo alle emissioni di gas a effetto serra, agli inquinanti aerei come NOx e SO2, alle acque reflue, alle risorse e all’energia, in media i nostri fertilizzanti provocano meno del 10% di emissioni, utilizzano oltre 400 volte meno acqua durante i processi produttivi e riducono il fabbisogno energetico in modo significativo.

Secondo le nostre aspettative, vi saranno enormi effetti economici ed ecologici grazie all’ulteriore replica e alla penetrazione del mercato UE, nonché alla sostituzione dei fertilizzanti inorganici/sintetici, in quanto i nostri fertilizzanti organico-minerali contribuiscono alla formazione di humus, fissano il carbonio, prevengono l’erosione e non aumentano le problematiche relative ai nitrati e all’eutrofizzazione, non provocano emissioni di ossidi di azoto durante l’utilizzo e non contengono sostanze inquinanti, contribuendo così a proteggere i suoli europei e la società.

 

[1] Valutazione del regolamento (CE) 2003/2003 relativo ai concimi, Relazione finale 2010, p.16

 

 

Descrizione tecnica inclusiva dello stato di sviluppo

Descrizione della tecnologia, del prodotto o del processo comprensiva degli aspetti relativi all’innovazione. Si prega di descrivere l’ubicazione fisica del progetto e, se del caso, di specificare la capacità produttiva degli impianti attuali o futuri

Il richiedente che presenta questa proposta, up-Umweltpioner Gmbh (upgmbh), una PMI austriaca, ha sviluppato fertilizzanti che non sono soltanto al 100% naturali, ma che – diversamente da altri “fertilizzanti verdi” – non includono componenti animali, bensì consistono del giusto mix di

  • componenti organici vegetali (glutine di mais),
  • minerali argillosi inorganici (argillite, pasta d’argilla, zeolite) e
  • microorganismi speciali (lattobacilli: Paracasei, Lb. Rhamnosus, Lb. Spezialis) allo scopo di indurre meccanismi naturali di compostaggio nel terreno, rilasciando nutrienti per le piante per più lungo tempo e consentendo la diminuzione dei dosaggi nel corso degli anni di utilizzo. Tali meccanismi migliorano altresì la consistenza del suolo e contribuiscono alla formazione di humus, contribuendo sia a ridurre l’erosione sia a fissare il carbonio.L’approccio è completamente diverso da quello dei fertilizzanti sintetici che nutrono le piante in modo diretto e immediato tramite le sostanze contenute nel fertilizzante. Ciò nonostante, tutte le parti che la pianta non assorbe immediatamente vanno perdute e finiscono per infiltrare le acque sotterranee. Inoltre, un’ulteriore conseguenza è il fatto che, per garantire risultati nel corso degli anni, sono necessarie quantità crescenti.

I nostri fertilizzanti sono in polvere; mentre in genere la maggior parte dei fertilizzanti è costituita da granulati. La ragione è che, per poter fornire granulati, sarebbe necessario includere additivi, che potrebbero comportare problemi per l’ambiente. Inoltre, il processo di granulazione richiede l’uso del calore, che innescherebbe effetti di agglutinazione del glutine del mais, ridurrebbe l’efficacia dei microorganismi e richiederebbe più energia.

In Austria, i nostri fertilizzanti sono stati classificati come alimenti, il che denota che non vi sono rischi per la salute ad essi associati (cosa che si verifica sempre nel caso dei fertilizzanti sintetici/inorganici e anche per quelli “più rispettosi dell’ambiente”, es. per via del contenuto di componenti animali). Sorprende vedere che di rado si discutono i rischi per la salute umana e degli animali esposti alle zone concimate.

Ulteriori aspetti innovativi includono quanto segue: Naturali al 100%, nessuna tossicità nonché una serie di vantaggi ambientali relativi alla produzione e all’utilizzo.

Finora, i fertilizzanti sono stati prodotti su scala pilota a Kriechbaum, Alta Austria,  presso il sito di una cava d’argilla che fornisce una delle materie prime utilizzate. Sono state messe a punto tre varianti di fertilizzanti con percentuali diverse di ingredienti: una per i prati erbosi, una per prodotti ortofrutticoli e un fertilizzante universale liquido. La produzione pilota è assai limitata in quantità (capacità massima 33 t/anno) ed è un processo grosso modo manuale che si basa soltanto su un miscelatore verticale, nel quale vengono versati e mescolati i componenti. Una volta conclusa la fase della miscelazione, il prodotto viene collocato manualmente in sacchi (da 10 e 25 chili). Viene usata una piccola pesa per garantire che il peso di ogni sacco sia esatto. La chiusura del sacco viene effettuata mediante un’apposita cucitrice per sacchi. Tutti i diversi step previsti sono effettuati manualmente senza alcuna automatizzazione.

Tale processo di produzione pilota non è adeguato per una produzione vera e propria, poiché è ad alta intensità di risorse umane e comporta costi elevati, e anche perché possono essere lavorate soltanto quantità limitate di materie prime le quali, pertanto, devono essere acquistate a prezzi elevati.

La produzione pilota è stata fondamentale per consentire la fornitura di fertilizzanti per i test sul campo (vedere a continuazione).  Al contempo, abbiamo venduto alcune confezioni di fertilizzante attraverso il nostro sito web[2] e grazie alla collaborazione con “Bild der Wissenschaft” [3], che pubblicizza prodotti con un “tocco scientifico” non proprio rivolti al nostro futuro gruppo target), anche per ottenere un primo feedback da clienti casuali. Al fine di ampliare il bacino d’utenza per il nostro feedback,  abbiamo fornito fertilizzanti gratuitamente a potenziali utenti nelle vicinanze del nostro sito pilota.

Tuttavia, a causa della mancanza di risultati dei test sul campo e di infrastrutture per la produzione, ad oggi non abbiamo potuto veramente accedere al mercato.

Nell’ambito di questo progetto, intendiamo portare la produzione a una scala industriale presso il sito di produzione di Kriechbaum/Austria seguendo un modello di sviluppo per fasi:

 

Fase1 | Dalla produzione pilota al Fertilizzante Naturale ECO/12/333065 (2010-2013)

La capacità iniziale è stata definita in base a una data produzione pilota in Austria. La potenziale produzione di fertilizzanti è stata stimata a circa 33 t all’anno. Il limite di tale quantità è stata, da una parte, definito dalle risorse umane nonché dalla carenza di macchinari della ditta KAMIG per la produzione del fertilizzante. Inizialmente sono sorti problemi legati alla mancanza di silos, alla carenza di know-how nonché dell’ attrezzatura minima necessaria.  A causa delle suddette limitazioni, negli anni 2010 – 2012 è stata prodotta non più della quantità di fertilizzante menzionata. Inoltre, nella fase iniziale non siamo stati in grado vendere più fertilizzanti. Alla luce di questa circostanza, non avrebbe avuto senso produrre di più. Oltre a questo problema, abbiamo dovuto affrontare aspetti riguardanti lo stoccaggio dei fertilizzanti presso il sito di produzione, durante il trasporto e nei siti di distribuzione. Sono diventati un problema anche i danni causati dai roditori e da altri animali che hanno comportato perdite ingenti di materiali e inevitabilmente di denaro. Nel 2013 abbiamo prodotto/venduto circa 35 tonnellate del nostro fertilizzante naturale.

 

Fase 2 | dall’inizio del progetto fino a marzo 2015 (2014-2015)

Nel corso del 2014 abbrevieremo il tempo di allestimento del processo di produzione potenziando il relativo know-how.  Ciò sarà possibile assegnando alla produzione 2 lavoratori. Inoltre, sarà incrementato il tempo utile della produzione tramite una riorganizzazione interna del lavoro. Oltre a ciò, sarà definito un contratto con i fornitori di glutine di mais, per garantirne la disponibilità. Il problema dello stoccaggio sarà in parte ridotto grazie all’acquisto di un container. A quanto è dato a sapere attualmente, questo è l’unico modo per tenere lontani i roditori dai prodotti.

 

Fase 3 | da aprile 2015 a fine progetto (2015-2017) in 2 step

Step 1

La upgmbh sarà in grado di organizzare la produzione in un unico sito di produzione situato a Kriechbaum, Austria. Ad oggi, avevamo dovuto trasportare tutti i materiali e gli ingredienti necessari fino al luogo di miscelazione da diversi magazzini. Con questa modalità abbiamo bisogno di tempi più lunghi e un solo lavoratore non basta. L’allestimento della produzione richiede ancora molto tempo.

Poiché prevediamo di collocare l’intero processo produttivo in un unico punto del locale a disposizione, stiamo attendendo ulteriori dati per poter espandere la produzione. Oltre al suddetto miglioramento, potremmo avvalerci di un sistema di turnazione per il processo produttivo. Faremmo tutto ciò in base alle cifre delle vendite. Sfruttando queste possibilità aggiuntive, porteremo la produzione a 140 tonnellate nel 2015 (Deliverable D2.2 in consegna in M22).

Step 2

Per riuscire a raggiungere il Deliverable D4.8 come definito, bisogna aumentare ulteriormente le possibilità di produzione. Da un lato aggiungendo container, in modo da poter produrre una grande quantità di prodotti imballati da stoccare su palette (protetti dai roditori e all’asciutto) al fine di accelerare il processo produttivo. Dall’altro lato, abbiamo alcuni addetti presso la KAMIG che sono qualificati per mettere a punto sistemi di trasporto automatico. Tale opera potrà essere pianificata e realizzata dal personale della KAMIG presso il sito di produzione di Kriechbaum. Lì che abbiamo a disposizione lavoratori con le competenze idonee e le attrezzature necessarie. Ciò ci consentirà di produrre/consegnare quantitativi di vendita pari ad almeno 240 tonnellate per l’Anno 3 nell’ambito del progetto – D 4.8 da consegnare nel mese 36.

 

Fase 4 | Fino a 2 Anni dopo la fine del progetto (2017-2019)

Una volta vendute 240 tonnellate nell’Anno 3 del progetto, investiremo il denaro necessario proveniente dal flusso di cassa al fine di incrementare la produzione. La produzione raggiungerà almeno 400 tonnellate entro due anni dalla fine del progetto (Deliverable corrispondente D2.12). A questo punto, il volume della produzione corrisponderà alle vendite.

 

Con un lieve adeguamento dell’impianto produttivo esistente, sarà possibile implementare la capacità produttiva necessario in base alle cifre di vendita previste per dopo il 2017.

 

[2] http://www.umweltpionier.at/

[3] http://www.wissenschaft-shop.de/Geschenkideen/Geschenke-fuer-Ihn/up-Biologischer-Rasen-und-Pflanzenduenger.html?force_sid=38f2475638e0a9a1fdafaaac17378518

 

 

Logica della composizione del Consorzio

Lista dei partecipanti

Partecipante n. Nome del partecipante Nome breve del partecipante Paese Ruolo principale nel Consorzio
1 (CO) up-Umweltpionier GmbH upgmbh AT Coordinatore, ha stabilito una produzione su scala industriale in Austria, strategia commerciale
2(CB) Ing. Johann Daxner GmbH Daxner AT Partner consulente tecnico, responsabile dell’impianto e delle attrezzature di produzione per il processo produttivo principale
3(CB) OBL Systemvertrieb GmbH OBLSys AT Partner consulente tecnico, responsabile dell’impianto e delle attrezzature per il processo di imballaggio
4(CB) “Kamig” Österreichische Kaolin- und Montanindustrie Aktiengesellschaft Nfg. Komm.Ges. KAMIG AT KAMIG detiene il 100% della proprietà di upgmbh e della gestione della cava di argilla presso il sito di produzione dei fertilizzanti. Il personale di KAMIG accompagnerà il processo di scaling-up industriale e in seguito esprimerà il direttore dello stabilimento. 

*La numerazione e i nomi dei partecipanti devono coincidere con quelli utilizzati nella Parte A e nella Parte C.                      
CO: Coordinatore, CB; Co-beneficiario

 

Breve descrizione dei partecipanti e logica della composizione del consorzio

La upgmbh come coordinatore ha svolto il lavoro preparatorio per la produzione dei fertilizzanti oggetto del presente progetto. Tale produzione sarà portata a scala industriale nell’ambito del progetto. Il sito di produzione è ubicato presso la cava di argilla della partner KAMIG, società controllante della upgmbh. Tecnicamente il personale della KAMIG gestirà la produzione su scala industriale della upgmbh.

I partner Daxner e OBLSys pianificheranno e realizzeranno i macchinari necessari. La principale motivazione per partecipare al progetto è quella di implementare persino i requisiti più difficili nella progettazione ingegneristica per gli impianti innovativi allo scopo di acquisire nuove competenze per altri progetti, specialmente nell’ambito futuro dell’Eco-Innovazione. Si progetta, inoltre, di concedere diritti di esclusiva ai partner per la costruzione di altri siti di produzione in franchising nell’ambito dell’Unione europea.

 

I seguenti attori principali vengono integrati nel progetto in qualità di subappaltatori:

 

Dagmar Diwok: Senior expert tedesca in materia di gestione sostenibile di imprese e destinazioni. Dal 1992 Dagmar Diwok si occupa ed è responsabile di progetti regionali, nazionali ed europei nel settore dello sviluppo sostenibile, con particolare riferimento al turismo e alle aree protette. Progetti salienti:  INTOUR – 2010 – 2013 – (http://www.travelife.eu/index.php?id=1&mid=346),per cui Dagmar Diwok è stata responsabile del coinvolgimento e della formazione di hotel italiani e tour operator in riferimento al piano di sostenibilità TRAVELIFE, organizzazione di eventi, coordinamento, divulgazione.  Dal 2009 è stata presidente dell’Agenda 21 locale per Garmisch-Partenkirchen (http://agenda21-garmisch-partenkirchen.de/) e tra il 2005 e il 2009 è stata presidente dell’ONG Italiana ACTA (http://www.actanet.it).

Dagmar Diwok riunisce esperienze in settori diversi che saranno preziose per il presente progetto:

  • Parla correntemente tedesco, italiano, romeno e inglese e conosce il gergo specifico del settore.
  • Ha una lunga esperienza in materia di progetti UE multinazionali con particolare attenzione al coordinamento, divulgazione e valorizzazione dei progetti e, in virtù di questa, è in grado di fornire sostegno al coordinatore, per il quale i progetti UE sono un terreno sconosciuto.
  • Le sue conoscenze di base si abbinano al settore dell’eco-innovazione e, in particolare, all’ambito di questo progetto.

Dagmar Diwok fungerà da interprete durante le riunioni e tradurrà altresì i documenti di raccomandazione relativi all’uso dei test sul campo nonché qualsiasi altro materiale divulgativo (sia su carta sia sul sito web). Lavorerà in relazione a elaborati specifici, descritti nel WP5. In generale, contribuirà al progetto come subappaltatore.

 

Franz Ottner[4]: Austriaco, professore presso l’università BOKU di Vienna (Università delle risorse naturali e scienze della vita) ed esperto di geologia, mineralogia applicata e mineralogia dell’argilla.  Dal 1990, partecipa a numerosi progetti nazionali e internazionali nel campo della geologia applicata, delle risorse naturali e delle scienze del suolo. Egli supporterà il progetto mediante le analisi dei suoli delle zone di replica.

 

Horst Lunzer[5]: Esperto di LCA austriaco, con esperienza ultraventennale nel settore dell’analisi del ciclo di vita (LCA) come ricercatore, nonché nella collaborazione e consulenza a imprese avviate verso la sostenibilità. Horst Lunzer ha già contribuito in maniera fondamentale allo studio LCA esistente concernente i nostri fertilizzanti. Egli proseguirà il suo lavoro nell’ambito del progetto allo scopo di ottenere un LCA integrato e un approccio di eco-design.

 

Orlando Cavedoni: Esperto di attività commerciali, di vendita, e di operazioni internazionali; Ingegnere chimico, esperto di materie prime per l’industria della ceramica e della carta, di consulenza internazionale con esperienza a livello mondiale nel settore minerario, dei materiali e della ricerca. Sarà incluso nel progetto come consulente, specialmente nell’ambito del WP4.

 

[4] https://forschung.boku.ac.at/fis/suchen.person_uebersicht?sprache_in=de&menue_id_in=101&id_in=194

[5] www.drlunzer.eu

 

 

Valore aggiunto europeo

Vantaggi derivanti dalla possibilità di affrontare la tematica della proposta a livello europeo

Il presente progetto mira alla replica di mercato a livello di Unione europea e ha senso soltanto a questo livello.

Dalla prospettiva del mercato, il gruppo target delle autorità locali per le proprie procedure d’appalto seguiranno sempre più le linee guida sugli appalti pubblici verdi che possono essere rispettate più facilmente da un vero prodotto europeo, certificato con Eco-Label europea. Il gruppo target rappresentato dal turismo, in particolare dagli hotel, è in parte organizzato in catene europee o internazionali che possono essere destinatarie soltanto   di prodotti che siano disponibili a tutti i partner della catena, in quanto conformi alla politica degli appalti europea.

Inoltre, un obiettivo strategico di questa collaborazione consiste nel promuovere il consenso tra i produttori europei di piccole e grandi dimensioni riguardo a standard comuni sui fertilizzanti organici.

Considerati i vantaggi ambientali, è nostra intenzione innescare effetti significativi che possono essere conseguiti soltanto mediante un progetto a livello UE. Tali effetti sono in linea con la Strategia tematica europea per la protezione del suolo,  [SEC(2006)620]/[SEC(2006)1165], la quale dichiara che l’obiettivo generale è la protezione e l’uso sostenibile del suolo prevenendo l’ulteriore degrado del suolo stesso e preservando le sue funzioni, nonché ripristinando i suoli degradati riportandoli a un livello di funzionalità compatibile almeno con l’uso attuale desiderato. Possiamo inoltre contribuire all’attuazione della direttiva 2004/35 CE secondo la quale “Si devono adottare le misure necessarie per garantire, come minimo, che gli agenti contaminanti pertinenti siano eliminati, controllati, circoscritti o diminuiti in modo che il terreno contaminato, tenuto conto del suo uso attuale o approvato per il futuro al momento del danno, non presenti più un rischio significativo di causare effetti nocivi per la salute umana. La presenza di tale rischio è valutata mediante procedure di valutazione del rischio che tengono conto della caratteristica e della funzione del suolo, del tipo e della concentrazione delle sostanze, dei preparati, degli organismi o microrganismi nocivi, dei relativi rischi e della possibilità di dispersione degli stessi.”

Per via del ridotto uso di risorse rispetto ai fertilizzanti “convenzionali”, offriamo il nostro contributo anche alla Comunicazione COM(2011) 571 finale “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.

Infine, naturalmente il nostro prodotto e l’orientamento commerciale di tutti i partner del consorzio sono conformi alla Comunicazione COM(2011) 899 finale: Innovazione per un futuro sostenibile – Piano d’azione per l’Eco-innovazione (EcoAp) nonché a tutte le politiche e iniziative che promuovono le attività commerciali verdi nell’Unione europea.

Dimensione UE delle barriere del mercato e sfide ambientali – Come affrontarle.

Poiché la sensibilità rispetto alle soluzioni verdi e alle questioni legate alla salute svolgono un ruolo importante in vista della penetrazione del mercato dei nostri fertilizzanti, una barriera del mercato UE è rappresentata dalle differenze tra le diverse regioni europee rispetto a tali sensibilità. Ciò sarà affrontato nell’ambito del nostro progetto nello sviluppo della strategia commerciale (ci attendiamo le rispettive conclusioni dalle nostre prove di mercato).

 

In termini di regole di ammissione, il nostro piano è di chiedere che il nostro prodotto sia incluso nella lista di fertilizzanti con denominazione CE in conformità al regolamento (CE) n. 2003/2003. Data l’assenza di normative UE sui fertilizzanti organici o sulle relative etichette, le barriere del mercato sono rappresentate dalle differenze tra le normative e gli standard nazionali. Per superarle, sarà condotta un’analisi dettagliata di tutte le norme, gli standard e regole di ammissione nazionali pertinenti dei paesi membri dell’Unione europea. Su tale base, i fertilizzanti saranno conformi a tutti gli standard per potersi qualificare per le rispettive etichette nazionali.

In Austria, i fertilizzanti soddisfano già i necessari requisiti di ammissione.

Nel caso della Germania, i fertilizzanti saranno prima classificati in base al “Deutsche Düngemittelverordnung”. Secondo le prime informazioni giunte dal ministero per l’alimentazione, l’agricoltura e la protezione dei consumatori [6], i nostri fertilizzanti non dovrebbero richiedere ulteriori valutazioni scientifiche. Gli organismi preposti all’ammissione in Germania sono organismi di controllo che operano a livello provinciale[7].

Livello di collaborazione europea al progetto

I partner del progetto provengono dall’Austria e collaborano con un subappaltatore tedesco e uno italiano. La divulgazione a livello UE e i contatti con le organizzazioni di tutta l’Unione europea sono inclusi nella strategia sulla divulgazione. Durante e successivamente al periodo del progetto, sono previste azioni sia di replica sia di trasferibilità nell’ambito dell’UE-27.

 

[6] Bundesministerium für Ernährung, Landwirtschaft und Verbraucherschutz

[7] Düngemittelverkehrskontrollstellen der Bundesländer

 

 

Programma di lavoro

Logica e struttura del programma di lavoro suddiviso in Work Package (principalmente fasi del progetto)

Il programma di lavoro è dedicato a un miglioramento tecnico per fasi del processo di produzione dei fertilizzanti nonché agli step richiesti per la replica sul mercato UE;

Il progetto ha inizio con il WP2, una “soft industrialisation” in Austria che secondo le attese migliorerà le capacità produttive in modo da raggiungere il livello di vendite prefissato per l’Anno 3 nell’ambito del progetto in M36.

Nell’ambito del WP3 viene stilata la prima bozza del sistema di replica del mercato.

Il risultato finale del WP3 è un sistema generico di replica, pronto per essere applicato nel resto d’Europa. A questo scopo, nell’ambito di WP3, saranno individuati i potenziali partner del franchising e si stipuleranno gli accordi con i futuri partner del franchising per la gestione delle aziende locali.

Il piano commerciale e di sfruttamento del WP5 comincerà subito dopo l’inizio del progetto, poiché il piano commerciale costituisce un requisito necessario per il sistema di replica del mercato.

I Work Package obbligatori, WP1: gestione e WP5: divulgazione nel corso dell’intero periodo del progetto, completano il programma di lavoro.

 

Diagramma di sintesi che illustra la logica del vostro programma di lavoro:

up-programm